Paolo De Paola ha espresso una riflessione sul percorso di Andrea Agnelli alla guida della Juventus, riconoscendogli capacità progettuali ma criticandone la difficoltà nel trasformare le intuizioni in progetti portati fino in fondo.
“Ha sempre avuto idee importanti”
Intervenuto ai microfoni di TMW Radio, il giornalista ha sottolineato di nutrire stima nei confronti dell’ex presidente bianconero, evidenziandone la capacità di immaginare soluzioni innovative per il calcio.
Secondo De Paola, il limite principale di Agnelli sarebbe però la mancanza di continuità nell’attuazione delle proprie idee: “Tutto l’affetto, l’amore e anche la stima per Andrea Agnelli. L’ho seguito da vicino, ma ha un difetto che purtroppo si è constatato nel corso delle stagioni: è discontinuo. Dice almeno cinque o sei cose giuste, sagge, ma poi alle quali non dà seguito.”
Il riferimento alla Superlega
Tra gli esempi citati, De Paola ha richiamato il progetto della Superlega, ritenendo che avrebbe richiesto una struttura più solida e un percorso condiviso con gli altri club coinvolti: “La Superlega lanciata così è stata una sciocchezza. Doveva avere un seguito, un accordo reale e non fittizio, doveva essere portata avanti con una struttura seria. Andrea Agnelli, ribadisco, se lo metti a lanciare idee per il calcio ne ha dieci su dieci buone, ma sono tutte irrealizzabili.”
Le scelte alla Juventus
L’analisi si è poi spostata sulla gestione sportiva della Juventus. De Paola ha ricordato il progetto di ringiovanimento avviato insieme a Giuseppe Marotta, sostenendo che, dopo l’addio dell’allora amministratore delegato, il club abbia perso continuità nella costruzione della squadra.
Tra le decisioni più discusse ha indicato anche la promozione di Andrea Pirlo sulla panchina bianconera: “Aveva lanciato l’idea di un ringiovanimento con Marotta, poi è andato via e ha lasciato soli i vari direttori generali che sono arrivati. L’ultima è stata quella di Pirlo, amico personale di Andrea Agnelli: un fiasco totale. Andrea Pirlo è stato il primo elemento di discontinuità dopo i nove scudetti.”




