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Zambrotta sulla Juventus: dai dubbi su Woltemade e Kolo Muani all’elogio a Bremer e Lucumí

L’analisi di Gianluca Zambrotta sulla Juventus di Spalletti è netta: promossi Vicario, Lucumí e Bremer, ma i numeri in attacco di Kolo Muani e Woltemade non bastano. E per lo scudetto…

L’attacco della Juventus non ha i numeri per competere ai massimi livelli. Questo il giudizio di Gianluca Zambrotta, che in vista della sfida contro il Milan ha tracciato a La Gazzetta dello Sport un bilancio della squadra di Luciano Spalletti. L’ex doppio ex ha promosso il reparto arretrato, ma ha espresso dubbi sulla produttività offensiva dei bianconeri, indicando in Francisco Conceicao l’elemento in grado di fare la differenza.

Difesa promossa, attacco rimandato

Secondo Zambrotta, la solidità difensiva rappresenta uno dei punti di forza della Juventus. L’arrivo di Guglielmo Vicario tra i pali è visto come una mossa strategica. «È riuscita a trovare un portiere italiano come Vicario: un punto a favore», ha spiegato l’ex campione del mondo. Promossa anche la coppia centrale formata da Jhon Lucumí e Gleison Bremer, definita forte fisicamente e dotata di personalità. Le note dolenti arrivano però dal reparto avanzato. I cinque gol complessivi segnati da Randal Kolo Muani e Nick Woltemade nel 2026 sono un dato che non convince Zambrotta. «Non si parla di una squadra qualunque, ma della Juventus», ha fatto notare, evidenziando come la qualità debba essere supportata da numeri adeguati.

Conceição e gli obiettivi stagionali

In un attacco che fatica a decollare, la fantasia di Francisco Conceicao diventa fondamentale. Zambrotta lo ha indicato come il potenziale uomo decisivo. «Mi piace molto Conceicao: sta bene fisicamente, è l’arma d’assalto per creare superiorità». Sul fronte degli obiettivi, l’ex terzino non ha usato mezzi termini: la qualificazione alla prossima Champions League è un traguardo minimo per la Juventus, che in Europa League ha il dovere di puntare ad arrivare fino in fondo. Per la lotta al titolo, invece, il parere è più cauto e il divario con la prima della classe appare netto. «In campionato la vedo dura, l’Inter è molto più attrezzata di tutte».