Gleison Bremer guarda alla sua esperienza alla Juventus con l’obiettivo di lasciare un segno nella storia del club. In un’intervista a UEFA.com, il difensore brasiliano ha parlato delle sue ambizioni in bianconero, del rapporto con Luciano Spalletti e dell’Europa League, raccontando anche alcune passioni coltivate lontano dal calcio.
Bremer e il riferimento a Scirea
La Juventus ha avuto grandi difensori nella propria storia e Bremer ha indicato Gaetano Scirea come uno dei riferimenti che più lo hanno colpito.
“Tanti difensori hanno fatto la storia qui, lasciando un segno anche a livello generazionale. Penso soprattutto a un giocatore come Gaetano Scirea”, ha spiegato il brasiliano.
Bremer non si pone però l’obiettivo di fare paragoni con chi lo ha preceduto. Vuole costruire il proprio percorso e lasciare una traccia personale: “È impossibile fare paragoni, ma voglio lasciare il mio segno e darò sempre tutto in campo, così da poter essere ricordato nella storia della Juventus”.
Il difensore ha poi descritto le caratteristiche che cerca di portare sul terreno di gioco: aggressività, forza fisica e velocità.
“Con Spalletti siamo cresciuti molto”
Nell’intervista c’è spazio anche per Luciano Spalletti. Bremer ha sottolineato il lavoro svolto dal tecnico e il percorso intrapreso dalla squadra sotto la sua guida.
“Ci ha dato una direzione, ci ha fatto intraprendere un percorso. Siamo cresciuti molto con lui”, ha raccontato il difensore, definendo Spalletti “un allenatore di altissimo livello, un campione”.
Tra gli obiettivi della stagione c’è anche l’Europa League, competizione che Bremer ha già affrontato sia con il Torino sia con la Juventus. Il brasiliano non nasconde le ambizioni della squadra: “Vogliamo arrivare il più lontano possibile. E se riusciremo a spingerci fino in fondo, chissà: magari potremmo anche vincerla”.
La filosofia e la chitarra
Bremer ha raccontato anche alcune passioni sviluppate lontano dal campo, in particolare durante il periodo di recupero dall’infortunio al ginocchio. La lettura lo ha avvicinato alla filosofia, con Aristotele e Sun Tzu tra gli autori che hanno attirato la sua attenzione.
“La lettura mi ha dato maggiore serenità e mi ha aiutato ad affrontare quel periodo”, ha spiegato. Tra le frasi che lo hanno colpito c’è quella secondo cui non sono gli eventi a turbare le persone, ma i giudizi che formulano su di essi.
Durante lo stesso periodo ha iniziato a suonare la chitarra. Un’attività che, rispetto al calcio, gli ha richiesto un approccio completamente diverso.
Alla domanda su quale delle due cose sia più difficile, Bremer ha risposto: “Suonare la chitarra. È più difficile perché ho imparato da adulto. A calcio gioco da quando ero bambino, quindi per me è qualcosa di naturale”.




