In vista della sfida di campionato contro la Juventus all’Allianz Stadium, il tecnico dell’Atalanta, Maurizio Sarri, ha analizzato lo stato attuale della sua squadra, definendolo un anno di costruzione. L’allenatore ha spiegato come la società non abbia fissato obiettivi a breve termine, concentrandosi piuttosto su un progetto a lungo periodo. Questa visione influenza anche la valutazione del mercato, che per un tecnico non è mai del tutto appagante.
Un progetto a lungo termine
Sarri ha descritto la stagione come una fase di costruzione, spiegando che il club non ha imposto traguardi immediati. “La società non dà obiettivi materiali a breve periodo, ma parla di costruzione per avere obiettivi materiali a lungo periodo“, ha detto l’allenatore. Ha poi ricordato le sue esperienze passate, citando le partenze difficili a Empoli e Napoli, dove i risultati iniziali non furono positivi, a differenza di quanto accaduto al Chelsea. Secondo Sarri, le difficoltà aumentano quando si introduce un modo di giocare completamente diverso dal precedente, ma ciò che conta è l’identità tattica della squadra, sia in attacco che in difesa, più che la struttura in sé.
La costruzione della squadra
L’allenatore si è soffermato sulla composizione della rosa, un gruppo eterogeneo con percorsi diversi. “Qualcuno è arrivato l’ultimo giorno di mercato, qualcuno un po’ prima ma con delle problematiche fisiche“, ha spiegato, evidenziando come ogni giocatore richieda un percorso personalizzato. Nonostante questo, ha lodato la disponibilità del gruppo. Pur ammettendo che “un allenatore non è mai contento al 100% del mercato“, Sarri ha riconosciuto il valore complessivo della squadra: “Abbiamo giocatori importanti, qualcuno si deve ancora formare, qualcun altro è già pronto“. Ha infine concluso analizzando l’impatto delle coppe, affermando che “le competizioni europee in campionato ti fanno pagare qualcosa, ma questo fa parte del gioco”.




