«Lui è tutto nel calcio perché sa fare tutto». Con queste parole il tecnico Luciano Spalletti ha definito il ruolo di Weston McKennie nella sua Juventus. Il centrocampista statunitense è diventato l’elemento cardine di un nuovo assetto tattico, capace di garantire una flessibilità che permette alla squadra di cambiare volto a partita in corso senza ricorrere a sostituzioni.
Il ruolo di McKennie nel 3-4-2-1
L’allenatore sta lavorando su una difesa a tre, una scelta non dettata da un’esigenza di prudenza, ma dalla volontà di rendere la squadra più corta e protetta in fase di non possesso. In questo sistema, la duttilità di McKennie si rivela fondamentale. «Basta che dalla fascia io gli chieda di mettersi sulla trequarti e si torna come prima», ha spiegato Spalletti, illustrando come il giocatore possa trasformare l’assetto della squadra. Partendo da esterno nel 3-4-2-1, lo statunitense può accentrare la sua posizione, modificando la struttura tattica della squadra. In questa formula, Douglas Luiz agisce da regista, mentre Nico Gonzalez ha la libertà di muoversi alle spalle della punta per innescare l’attacco.
Il test contro l’Atalanta
Dopo una prima prova generale, il vero banco di prova per questo nuovo modulo sarà la partita contro l’Atalanta. La sfida con la squadra bergamasca determinerà se il 3-4-2-1 possa diventare più di una semplice soluzione d’emergenza. Un esito positivo contro un avversario di livello potrebbe consacrare questa impostazione come una scelta strategica stabile per il futuro della squadra.




