La nuova direzione per gli arbitri della Serie A, illustrata dal responsabile CAN Daniele Orsato, trova riscontro concreto in tre episodi recenti che hanno coinvolto la Juventus. Durante un incontro formativo tenutosi a Lissone, sono stati analizzati due contatti in area giudicati non fallosi e un errore del VAR in una partita dei bianconeri, delineando i criteri che verranno seguiti per il resto della stagione.
Contatti non punibili: i casi di Juve-Milan e Juve-Parma
Orsato ha approvato le decisioni prese in campo durante due specifiche partite della Juventus: il contatto piede su piede tra Gila e Randal Kolo Muani in Juve-Milan, che è stato considerato non punibile esattamente come l’episodio che ha visto protagonisti Kerim Alajbegovic e Keita in Juventus-Parma.
Entrambi i casi sono stati presentati come esempi della nuova linea, che segue le direttive UEFA e mira a eliminare i cosiddetti “rigorini“, lasciando correre contatti di gioco non ritenuti chiaramente fallosi. L’obiettivo è dare maggiore continuità al gioco e ridurre gli interventi della tecnologia su episodi dubbi, restituendo centralità alla decisione dell’arbitro sul terreno di gioco.
L’errore del VAR in Juventus-Atalanta
Parallelamente alla promozione di alcune decisioni, è stato ammesso un errore arbitrale ovvero la trattenuta di Pierre Kalulu su Rowe durante Juventus-Atalanta, che è stata definito come un episodio nel quale il VAR avrebbe dovuto rivelarsi decisivo nella corretta assegnazione del calcio di rigore. Il designatore ha comunque ribadito la sua posizione: “Gli errori ci sono, ma io vado dritto fino in fondo alla stagione. Non cambio idea da una settimana all’altra“.
La direttiva resta quella di un intervento del VAR solo in presenza di un chiaro ed evidente errore.




