Da Marcello Lippi, “il top del calcio”, a Luciano Spalletti e Massimiliano Allegri. Ospite al Festival dello Sport di Trento, l’allenatore del Frosinone Massimiliano Alvini ha condiviso alcuni ricordi personali legati a figure iconiche della panchina della Juventus.
Gli incroci con Spalletti e Allegri
Alvini ha rievocato i suoi primi contatti con gli allenatori toscani, risalenti a quando muoveva i primi passi nel mondo del calcio. “La prima volta che vidi Spalletti fu quando andavo a vedere il Fucecchio, lui giocava nel Castelfiorentino”, ha raccontato, aggiungendo con autoironia di essere stato un giocatore “scarsissimo” in Eccellenza. Diverso l’incontro con Allegri, avvenuto già da allenatori nelle categorie minori. “Lui allenava l’Aglianese in Serie D, io il Quarrata. Ci affrontammo in un’amichevole e vinse lui: era più forte”.
Lippi e Sacchi, i modelli di riferimento
L’intervento di Alvini si è poi spostato sui modelli che hanno ispirato la sua carriera. Arrigo Sacchi è stato citato come una figura che “ha ispirato tanti allenatori negli anni ’90” per la sua idea di pressing e dominio della partita. Ma è per Marcello Lippi che ha riservato le parole di maggiore ammirazione. “Un punto di riferimento per tutti noi”, ha affermato Alvini. “Quel periodo ha rappresentato il top del calcio, dalle vittorie con la Juve al Mondiale 2006”.




