Fagioli brilla a Firenze e attira la Premier League
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Fagioli racconta il difficile momento superato: «Grazie alla Juventus e ad Allegri». E svela il retroscena su Vanoli

L’ex centrocampista della Juve si racconta.

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Nicolò Fagioli torna sul periodo più difficile della sua carriera e racconta il percorso che gli ha permesso di lasciarsi alle spalle la ludopatia. Il centrocampista della Fiorentina, tornato in Nazionale, ha ripercorso gli anni del caso scommesse in un’intervista a SportWeek, il settimanale in edicola con La Gazzetta dello Sport, ringraziando la Juventus e Massimiliano Allegri per il sostegno ricevuto.

«Sono un ragazzo cresciuto, in campo e fuori, dove sono passato attraverso qualche errore. Ora è il momento di essere uomo anche perché sto bene a Firenze, una piazza che ti dà tanto e a cui devi restituire altrettanto», ha raccontato Fagioli.

Il ringraziamento alla Juventus e ad Allegri

Il centrocampista ha ricordato di essere consapevole della futura squalifica già sei mesi prima, senza però riuscire a interrompere il comportamento legato alle scommesse.

«Già 6 mesi prima io sapevo che sarei stato squalificato, ma nonostante ciò ho continuato a giocare. Sono grato alla Juventus e ad Allegri, che erano a conoscenza della situazione e mi sono stati vicini».

Fagioli ha spiegato che Allegri gli chiedeva prima di ogni partita se se la sentisse di scendere in campo. La risposta era sempre la stessa: «Sì, voglio giocare». Un periodo complicato, dal quale è riuscito comunque a ricavare qualcosa di positivo, scoprendo persone capaci di stargli vicino e aiutarlo.

Il percorso con lo psicologo e l’ispirazione di Djokovic

Fagioli ha parlato anche del lavoro svolto con uno psicologo, che gli ha permesso di conoscere meglio se stesso e la propria sensibilità. In passato, ha ammesso, non era pienamente consapevole dei propri errori e delle loro conseguenze.

«Col percorso fatto dallo psicologo ho scoperto di essere tanto sensibile, anche tanto buono e alcune volte essere buoni non porta sempre sulla strada giusta. Soprattutto nel mondo del calcio, dove c’è in giro tanta gente sempre pronta ad approfittarsi di te».

Un aiuto è arrivato anche dalla lettura della biografia di Novak Djokovic, campione che Fagioli considera un riferimento per tutto lo sport. A colpirlo è stato il concetto serbo di inat, associato alla determinazione e alla volontà di non arrendersi.

«Ho fatto pace con me stesso. Ho sbagliato, ma tutti sbagliano. Il mio errore ha avuto più eco perché vivo in un mondo in cui tutto è amplificato, ma non ho fatto male a nessuno se non a me stesso».

La frase di Vanoli che lo ha spinto a reagire

Nel percorso di rilancio del centrocampista ha avuto un ruolo anche Paolo Vanoli, arrivato sulla panchina viola nella scorsa stagione. Fagioli ha raccontato il confronto diretto avuto con l’allenatore, che lo ha spinto a dimostrare sul campo il proprio valore.

«Tutti dicono che sei un fuoriclasse, un fenomeno, ma poi, stringi stringi, cosa hai fatto di così importante per essere descritto in questo modo?».

Parole che, come ha spiegato il giocatore, gli hanno fatto scattare qualcosa dentro. Dopo un primo mese con poco spazio, Fagioli ha intensificato il lavoro fino a conquistarsi un posto in squadra. Ora l’obiettivo è mantenerlo e dare continuità alle prestazioni con la Fiorentina.