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Kovacevic, attacco Juve nel mirino: “Kolo Muani non è un bomber, serve un centravanti autentico”

L’ex attaccante Darko Kovacevic analizza l’attacco della Juventus: “Kolo Muani non è un vero nove”. E in vista del Celta, lancia Woltemade come possibile protagonista in Europa League.

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L’ex attaccante Darko Kovacevic, in un’intervista concessa a La Gazzetta dello Sport, ha analizzato la situazione della Juventus, soffermandosi in particolare sulle caratteristiche del reparto offensivo e sulle prospettive europee della squadra di Luciano Spalletti.

Kolo Muani non è un bomber, fiducia a Woltemade

Secondo Kovacevic, alla squadra bianconera manca un punto di riferimento offensivo specifico. “Kolo Muani? È un ottimo attaccante, ma non è un vero nove e neppure un bomber“, ha affermato l’ex centravanti serbo. “Segnerà i suoi gol, ma una squadra come la Juventus deve avere un centravanti autentico“.

La soluzione, per Kovacevic, potrebbe essere già in rosa. “Fossi in Spalletti punterei su Woltemade. Il tedesco è alto 198 centimetri, è tecnico, si muove: mi è sempre piaciuto, per essere il nove della Juventus ha bisogno soltanto di fiducia“.

Verso il Celta: i giocatori chiave

In vista della sfida contro il Celta, Kovacevic ha espresso la sua fiducia nel giovane attaccante tedesco. “Magari segna col Celta come ho fatto io nel 2000 e la sua stagione svolta: confido in lui“. L’ex giocatore ha indicato anche altri nomi che potrebbero fare la differenza: McKennie, Alajbegovic e Conceicao, per cui ha speso parole di elogio: “Ho un debole per i dribbling del figlio di Sergio: suo papà era un vincente pazzesco da giocatore“.

Obiettivo Europa League: Juve tra le favorite

Guardando al percorso europeo, Kovacevic inserisce la Juventus nel novero delle principali candidate alla vittoria finale dell’Europa League. “È una delle favorite insieme a Milan, Benfica e Olympiacos, tutti club da Champions“, ha spiegato.

Infine, ha rivelato la sua speranza per l’atto conclusivo della competizione, legata al suo passato da giocatore. “Punto su una finale Juventus-Olympiacos. Al Pireo sono stato una vita, ho lasciato il cuore e dopo averci trascorso dieci anni sarà sempre casa mia“.