Una Juventus con “così poca personalità in campo“. È la diagnosi di Fabio Capello, che nel corso di un intervento alla Milano Football Week ha analizzato le difficoltà della squadra bianconera. Secondo l’ex allenatore, il problema principale non risiede nella guida tecnica, ma nell’assenza di figure carismatiche all’interno dello spogliatoio e sul terreno di gioco. Un’analisi lucida e diretta, emersa durante un talk riportato da Gazzeta.it, dove l’ex tecnico ha toccato diversi temi.
La guida in campo e il ruolo di Spalletti
Capello ha riconosciuto il lavoro svolto da Luciano Spalletti, affermando che il tecnico “ha dato idee e ha fatto crescere alcuni giocatori“. Tuttavia, il punto critico per l’ex allenatore è un altro. “Mancava la guida in campo, non in panchina“, ha specificato, sottolineando come alla squadra siano mancati leader capaci di dare una scossa nei momenti difficili. Questa assenza di personalità sarebbe, nella sua visione, una delle cause principali delle prestazioni della squadra.
Il centravanti assente e la lezione a Chiellini
Oltre al deficit di leadership, Capello ha individuato un’altra lacuna tattica: “è mancato il centravanti“. Un’assenza pesante nell’economia del gioco bianconero. L’analisi si è poi spostata sulla difesa, un reparto che per Capello è fondamentale. Ha portato come esempio l’impatto di Bremer, un difensore che ha cambiato la squadra. Per spiegare la sua filosofia, ha ricordato un aneddoto dei tempi in cui allenava la Juventus, con protagonista Giorgio Chiellini. “Nella mia Juve Chiellini giocava terzino, voleva correre e giocare alto. Gli chiesi: ‘ma cosa sei?’, ‘un difensore’ mi rispose. ‘E allora sai cosa devi fare? Difendere’“.




