Alessandro Del Piero ripercorre la sua carriera in bianconero in un’intervista rilasciata durante il Festival della Serie A. L’ex capitano ha condiviso ricordi e riflessioni su un percorso durato diciannove anni, un periodo segnato da trionfi, momenti difficili e un legame profondo con il club e i suoi sostenitori.
Dal palco, ha offerto una visione intima di cosa abbia significato per lui indossare la maglia della Juventus, partendo dalle emozioni dell’ultima partita fino al rapporto attuale con il mondo bianconero.
L’addio e la fedeltà dopo Calciopoli
Il giorno dell’ultima partita con la Juventus è un ricordo denso di emozioni. Del Piero ha spiegato di non ricordare un pensiero preciso, ma una “miriade di emozioni” legate alla vittoria dello scudetto che chiudeva un ciclo. Quel percorso di 19 anni è stato reso ancora più speciale dalla “disavventura del 2006“. La decisione di rimanere in Serie B è stata un punto di svolta.
“La scelta del 2006 è stata importante“, ha detto, definendo la risalita e la successiva conquista del titolo un completamento bellissimo. Durante l’ultima gara, decise di fare un giro di campo spinto da una reazione naturale, un momento che per lui ha un valore diverso dalle vittorie. “Quelle 41 mila persone che erano allo stadio rappresentavano tutti questi 19 anni“, ha aggiunto, sottolineando come quel gesto fosse un modo per abbracciare un’intera storia condivisa.
La filosofia del campione: niente alibi
Nel suo racconto, Del Piero ha insistito sulla necessità di guardare avanti senza cercare scuse. Rievocando la controversa eliminazione dal Mondiale 2002 contro la Corea del Sud, ha affermato: “Se oggi ci fermassimo sempre e solo agli alibi, che in questo caso sono ovviamente evidenti, non andremmo lontani“. Questa mentalità, ha spiegato, è stata una costante nella sua carriera. “Ho sempre cercato, da calciatore e anche oggi, di guardare dentro me stesso“. Un approccio che ritiene fondamentale per la crescita di una persona e di un gruppo di lavoro. Le sconfitte, secondo l’ex numero 10, hanno un’importanza fondamentale sia nel calcio che nella vita, perché le batoste fanno parte di ogni percorso.
Il rapporto con i tifosi e il presente della Juventus
L’affetto dei tifosi juventini, che in milioni lo sognano come presidente, non viene vissuto come un fardello. “L’affetto e le aspettative che ci sono nei miei confronti, al di là del ruolo, non possono mai essere un peso. Può essere una responsabilità, ma non certamente un peso“, ha chiarito Del Piero. Pur mantenendo un ruolo imparziale, ha ammesso che il suo sguardo sul mondo bianconero è sempre “cosparso da tanta emotività“. Riguardo alla situazione attuale del club, ha mostrato grande rispetto per chi ci lavora, evitando di dare consigli. “Non mi avete mai sentito e non mi sentirete mai dire cosa si deve fare“, ha precisato, convinto che l’ambiente Juve sappia cosa correggere. Il suo messaggio finale è stato semplice e diretto: “Forza Juve, son due parole“.




