Nessuno stravolgimento, ma una profonda riorganizzazione. È questa la linea scelta da John Elkann per la Juventus, che dopo una stagione chiusa senza la qualificazione in Champions League punta sulla continuità. Al centro del progetto restano l’amministratore delegato Damien Comolli e il tecnico Luciano Spalletti, ma con equilibri e responsabilità destinati a cambiare.
Un nuovo patto tra società e area tecnica
Che tra Comolli e Spalletti non corra buon sangue non è un mistero. Proprio per questo, il messaggio della proprietà è stato forte e chiaro: il bene della Juventus viene prima di ogni attrito personale e serve una collaborazione più stretta. Un avvertimento che suona come un ultimatum, perché nessuno, in caso di mancate sinergie, potrà considerarsi intoccabile. L’obiettivo è trovare finalmente un equilibrio stabile dopo anni di strategie e uomini cambiati senza ottenere i risultati sperati.
Più poteri a Spalletti, più condivisione da Comolli
La nuova mappa del potere è già tracciata. A Luciano Spalletti verrà garantito un maggiore coinvolgimento nelle decisioni strategiche, mercato compreso, con un ruolo che andrà oltre la semplice gestione del campo. In cambio, la proprietà si aspetta un approccio meno spigoloso nei rapporti interni. A Damien Comolli, di contro, è stata chiesta una gestione più condivisa e un dialogo costante con l’area tecnica, superando l’isolamento che ha generato attriti.
Chiellini, il futuro dirigente
E mentre si ridefiniscono gli equilibri del presente, la Juventus programma anche il futuro. Sullo sfondo, infatti, si staglia sempre più netta la figura di Giorgio Chiellini. Secondo quanto riporta la Gazzetta, per l’ex capitano si profila un incarico di crescente importanza all’interno della struttura societaria, un segnale di come il club voglia costruire la propria dirigenza di domani partendo dalle sue bandiere.




