Locatelli e la fame degli avversari, l'analisi sulla mentalità della Juventus
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Locatelli, la fascia da capitano e l’eredità di Vialli: ‘Giocare qui è un privilegio’

Manuel Locatelli si racconta: l’emozione della fascia da capitano, il ricordo di Vialli e il retroscena sulla postazione che fu di Cristiano Ronaldo. Un privilegio e una responsabilità.

Manuel Locatelli si è raccontato in un’intervista ai canali ufficiali della Lega Serie A, toccando temi personali e legati alla sua esperienza in bianconero. Dal ruolo di capitano al rapporto con la città di Torino, fino a un curioso retroscena sullo spogliatoio che coinvolge Cristiano Ronaldo, il centrocampista ha svelato il suo lato più intimo.

La responsabilità della fascia e il ricordo dei grandi capitani

Indossare la fascia da capitano della Juventus è un’emozione che va oltre il campo. “Per me essere capitano è unico“, ha spiegato Locatelli. “Anche parlarne mi emoziona, anche se è una responsabilità doppia perché devo dare l’esempio tutti i gironi, per i miei compagni, i miei tifosi e la mia famiglia“. Un ruolo che lo lega a figure iconiche del passato bianconero, molte delle quali sono per lui punti di riferimento. “Ho la fortuna che tanti sono miei amici, come Bonucci e Chiellini. Buffon l’ho conosciuto in Nazionale. Del Piero è l’idolo di tutti“. Un pensiero speciale è andato a Gianluca Vialli: “È stata una persona d’oro, con cui ho vinto l’Europeo. È stata una persona fantastica, continuo a pensarlo“.

La vita nello spogliatoio e un posto speciale

Prima di ogni partita, lo spogliatoio vive di riti e concentrazione. “All’inizio non parliamo molto, lo facciamo per lo più dopo il riscaldamento“, ha raccontato il centrocampista. Poi arriva il momento di caricarsi a vicenda. “Ci abbracciamo, ci guardiamo negli occhi… giocare qua, in questa squadra e in questo stadio per noi è un privilegio“. Locatelli ha anche svelato un dettaglio sulla sua postazione personale, un posto che ha una storia particolare: “Tutti noi abbiamo la nostra postazione personale, la mia prima apparteneva a Cristiano Ronaldo“.

Dall’oratorio alla Juventus, passando per Torino

Il percorso di Locatelli parte da lontano, dall’oratorio a tre anni fino all’approdo in bianconero, passando per Atalanta, Milan e Sassuolo. Un viaggio che lo ha portato a Torino, una città che ha imparato ad amare. “Torino mi piace molto, è una bellissima città“, ha detto. “Cerco di fare una vita tranquilla, qui i tifosi ti lasciano stare, non è una città stressante“. Un equilibrio trovato anche fuori dal campo, tra le passioni personali e la vita da atleta: “Mi piace molto il cibo e il vino, poi è chiaro che non posso berlo tutti i giorni“.