Il piano per Adin Licina era chiaro nella mente della dirigenza della Juventus: una promozione immediata in prima squadra. È questo il retroscena svelato da Christian Botturi, direttore sportivo della Cremonese, club che alla fine si è assicurato in prestito il giovane talento tedesco. Il dirigente ha spiegato le dinamiche di una trattativa tutt’altro che scontata, inizialmente bloccata dalla volontà dei bianconeri di trattenere il trequartista classe 2007.
La trattativa per il prestito
Botturi aveva individuato in Licina un obiettivo primario fin da subito: “Licina è stato uno dei primi nomi che ho proposto in società“. La risposta iniziale da Torino, però, fu negativa. I bianconeri erano restii a lasciar partire il trequartista, poiché l’intenzione era quella di aggregarlo al gruppo principale. La trattativa si è sbloccata soltanto verso la fine di agosto: “Grazie ai buoni rapporti con il loro direttore Marco Ottolini, siamo riusciti a riaprire la trattativa“.
Un profilo di prospettiva senza pressioni
Il direttore sportivo grigiorosso ha descritto con soddisfazione le qualità del giocatore. “È un profilo di grande prospettiva per tecnica e fantasia“, ha detto, confermando che Licina rientra perfettamente nel piano giovani del club. Nonostante l’entusiasmo, Botturi ha invitato alla cautela: “Non bisogna però caricarlo di troppe pressioni: sia lui che gli altri giovani devono avere il tempo di crescere e sbagliare“. L’arrivo del giocatore ha fornito alla squadra caratteristiche complementari a ciò che si cercava e la società si è detta molto contenta del suo inserimento.




