Per Luciano Spalletti l’obiettivo è chiaro: trasformare l’Europa League, competizione non di prima fascia ma oggi cruciale, in un trionfo per la Juventus. È l’occasione per interrompere un’astinenza da trofei continentali che dura da quasi tre decenni e riportare il club bianconero su un palcoscenico europeo di prestigio.
Un’attesa che risale agli anni Novanta
Bisogna tornare alla stagione 1995-96 per trovare l’ultimo successo europeo della Juventus, quando la squadra guidata da Marcello Lippi e ispirata da grandi talenti conquistò la Champions League. Da allora, nonostante diversi cammini importanti, la bacheca europea del club è rimasta vuota. È un’assenza che pesa sulla storia di una società abituata a vincere, un vuoto che ora Spalletti è determinato a colmare.
La doppia sfida di Spalletti
Per il tecnico, la posta in gioco è doppia. Da un lato, c’è l’ambizione personale di arricchire un palmarès già prestigioso, impreziosito dallo scudetto a Napoli, con il suo primo trofeo internazionale. Dall’altro, la sfida di trasmettere alla squadra un messaggio chiaro: l’Europa League non è un ripiego, ma un’opportunità. Vincere non significherebbe solo riportare una coppa a Torino, ma anche garantirsi la qualificazione alla prossima Champions League, un traguardo strategico che trasformerebbe una stagione complessa in un punto di ripartenza.




