David Trezeguet traccia un bilancio severo della situazione in casa Juventus. In una lunga intervista concessa a La Gazzetta dello Sport, l’ex attaccante francese ha individuato nella mancanza di stabilità il problema principale del club. Secondo Trezeguet, i continui cambiamenti a livello dirigenziale e tecnico impediscono di costruire un progetto solido, generando un’alternanza di risultati che non si addice alla storia bianconera.
Una società senza un progetto chiaro
Secondo l’ex bomber, il ciclo vincente si è interrotto con la fine della presidenza di Andrea Agnelli. Da quel momento, la Juventus non ha più trovato la stabilità necessaria. “Dopo Andrea Agnelli non c’è più stata continuità societaria“, ha spiegato Trezeguet, evidenziando come i troppi cambiamenti, non solo tra i calciatori ma anche tra i dirigenti, abbiano minato la capacità di raggiungere un equilibrio. L’analisi si sposta poi sulla nuova struttura, dove è fondamentale trovare un’intesa tra Elkann, Comolli e l’allenatore Luciano Spalletti. Per l’ex attaccante, non c’è più margine di errore sul mercato, sia per ragioni sportive che economiche, e serve una direzione precisa: “Ora bisogna ripartire ma non mi pare che ci sia chiarezza sulla direzione da prendere”.
Giocatori involuti e il peso dell’attacco
Trezeguet ha puntato il dito anche sulle prestazioni dei singoli, notando come i nuovi acquisti non abbiano portato il salto di qualità sperato. Anzi, giocatori come Loïs Openda e Jonathan David, che altrove avevano dimostrato il loro valore, a Torino sembrano aver fatto passi indietro. Un discorso simile vale per Dusan Vlahovic: “Un grande giocatore che la Juve aspetta da troppo tempo. Fa bene una partita ma poi non riesce a confermarsi“. L’ex centravanti ha anche sollevato un dubbio sulla gestione del mercato passato, citando il caso di Kolo Muani, un giocatore che “in poco tempo ha dato molto di più” e che forse sarebbe stato meglio trattenere, al di là delle complesse dinamiche contrattuali.
L’unica via è tornare a vincere
La conclusione dell’analisi di Trezeguet è lapidaria e riassume la filosofia del club. “Alla Juventus fare bene non basta“. L’assenza di trofei come lo Scudetto e la Coppa Italia, unita all’eliminazione dalla Champions League, configura una stagione deludente. L’ex campione del mondo si augura che chi è rimasto in squadra trovi la determinazione per cambiare rotta e riportare la Juventus a essere protagonista. Un’esigenza non più rimandabile, perché, come ha concluso, “è quello che chiede anche il popolo bianconero, sempre meno incline a perdonare“.




