“Il mio non è un addio“. Cristiana Girelli, dalla sua nuova avventura in California con il Bay FC, invia un messaggio chiaro sul suo futuro. La bomber, pur avendo scelto di cercare nuovi stimoli nella NWSL, non riesce a immaginare una conclusione di carriera diversa da quella con la maglia della Juventus. Una scelta, quella di partire, definita non facile e per la prima volta pensata per se stessa.
Un arrivederci speciale con Del Piero
L’ultima partita con la Juventus è stata un momento forte per l’attaccante, che ha ricevuto numerosi ringraziamenti. A rendere la serata ancora più simbolica è stato un gesto istintivo: la donazione della sua maglia ad Alessandro Del Piero, suo idolo da sempre. “Il 19 febbraio ha fatto di tutto per esserci“, ha spiegato Girelli, aggiungendo un aneddoto: “Mi ha detto di no!“, in risposta alla domanda se avesse lavato la casacca. Un legame con il club che, come ha detto lei stessa, “solo io so che posto ha nel mio cuore“.
La nuova vita nella NWSL
L’esperienza nel campionato americano sta riservando sorprese. Girelli ha raccontato di aver giocato in una posizione diversa in questa prima fase. Pur preferendo segnare, trova soddisfazione anche nel fornire assist alla squadra. Definisce la NWSL come il campionato più competitivo e, nonostante una partenza a rilento del suo club, l’obiettivo restano i playoff. A colpirla è soprattutto il contesto, con un pubblico che non scende mai sotto le diecimila persone e la presenza costante di due bodyguard in ogni trasferta. “Mi rende orgogliosa rappresentare un Paese che qui è molto amato“, ha affermato.
Il cuore sempre a Torino
Nonostante la distanza, il legame con il mondo bianconero resta forte. Commentando la finale di Coppa Italia persa contro la Roma, Girelli ha detto che la partita è stata “un po’ il copione dell’intera stagione“, ritenendo che la Juventus meritasse di più per le occasioni create. L’addio del direttore Stefano Braghin ha provocato in lei un profondo vuoto e lacrime. Lo ha descritto alle sue nuove compagne come colui che ha costruito la Juventus Women, ricordando come fu proprio lui a volerla al club quando inizialmente non era nei piani. “Martina Rosucci ha detto bene“, ha concluso, “perché è vero che solo un giorno ci renderemo conto dell’era che abbiamo vissuto grazie a lui“.




