Con l’arrivo di Luciano Spalletti alla guida tecnica il 30 ottobre, la Juventus ha intrapreso un percorso di crescita che l’ha riportata stabilmente nelle posizioni di vertice della classifica. La squadra ha infatti conquistato 30 punti nelle ultime 14 partite, un ritmo superato solo dall’Inter nello stesso periodo. Questa inversione di tendenza ha trasformato l’obiettivo della qualificazione in Champions League da una speranza a una possibilità concreta, lasciandosi alle spalle la zona di metà classifica in cui navigava a fine ottobre.
Il nuovo volto tattico e i protagonisti
Il cambiamento più evidente impresso da Spalletti è il passaggio a un modulo 3-1, che ha conferito alla squadra maggiore equilibrio e ruoli più definiti. In questo sistema, l’attaccante Jonathan David ha mostrato importanti segnali di crescita, diventando un punto di riferimento offensivo in attesa del rientro di Dusan Vlahovic, previsto per metà marzo. La gestione del turnover è ora più fluida, sebbene l’infortunio di Kenan Yildiz rappresenti una variabile che complica i piani del tecnico. Nonostante qualche rimpianto, come la sconfitta di Cagliari o il rigore fallito contro il Lecce, la direzione intrapresa appare chiara e solida, con un’identità di gioco finalmente riconoscibile.
Programmazione futura tra rinnovi e certezze
La strategia della dirigenza bianconera si sta concentrando sul consolidamento dell’attuale rosa, considerata la base per un progetto a lungo termine con Spalletti. Dopo aver assicurato il futuro di Yildiz con un nuovo contratto, il prossimo passo fondamentale è il rinnovo di Weston McKennie, un altro elemento chiave dello scacchiere tattico. Questa politica dimostra la volontà di valorizzare le risorse interne e di costruire un gruppo coeso, piuttosto che inseguire grandi nomi sul mercato. La Juventus si prepara così alla volata finale, forte di una maggiore profondità della rosa e di un’ambizione ritrovata per affrontare sfide decisive contro avversarie dirette come Atalanta, Lazio e Roma.




