Dusan Vlahovic è il numero uno. A dirlo non è un compagno di squadra, ma un avversario diretto: Strahinja Pavlovic. Il difensore del Milan, legato da una stretta amicizia con l’attaccante della Juventus, ha parlato in un’intervista a Tuttosport in vista della partita di domenica sera, accendendo il duello a distanza.
“Il migliore del campionato”
Il legame tra i due serbi va oltre il campo. “Ci sentiamo sempre, quasi tutti i giorni“, ha spiegato Pavlovic. Un rapporto che lo ha portato a chiedere consiglio proprio a Vlahovic prima di trasferirsi in Italia. Questa amicizia non impedisce al difensore di esprimere un giudizio tecnico netto sul centravanti bianconero. “Quando lui è in forma è il numero 1, il miglior attaccante del campionato e uno dei più bravi al mondo“. Parole che suonano come un avvertimento per la sua stessa difesa in vista della sfida di San Siro.
Rispetto per la Juve, ma nessuna paura
L’elogio all’amico non si traduce in timore verso la squadra. “Questa Juve così lanciata mette paura? Paura no, ma abbiamo grande rispetto per loro“, ha chiarito il difensore rossonero. Pavlovic sa cosa serve per affrontare i bianconeri e ricorda la sfida dell’andata, quando Vlahovic entrò negli ultimi venti minuti. Marcarlo non è semplice. Un’esperienza che si ripete anche negli allenamenti con la nazionale serba. Sul passato interesse della Juventus, invece, glissa: “Non ricordo di aver parlato con nessuno di loro, forse il mio procuratore“.
Un difensore con il vizio del gol
C’è un dato curioso che riguarda i due amici. In questo campionato, Pavlovic ha segnato un gol in più di Vlahovic. Una statistica che il difensore commenta con un sorriso, ricordando il suo passato. “Da piccolo ci giocavo pure, in attacco. Come centravanti, ma pure come numero 10“. Questa passata esperienza, a suo dire, lo aiuta oggi a muoversi meglio nelle aree di rigore avversarie. Un ritorno al ruolo di punta, però, è fuori discussione. “Magari potrei riprovarci nel campionato serbo, ma qui in Italia è troppo difficile“. Domenica a San Siro, l’obiettivo sarà un altro: fermare il numero uno.




