Il tempo stringe per Dusan Vlahovic. A soli 55 giorni dalla scadenza del contratto, il suo futuro alla Juventus resta un’incognita. Le trattative per il rinnovo non decollano. Nonostante il ritorno al gol contro il Verona dopo un digiuno di 180 giorni, la distanza tra le parti rimane ampia e la dirigenza bianconera ha inviato un segnale chiaro. Oltre certi limiti non si andrà.
L’intesa sull’ingaggio non basta
L’ostacolo non è l’ingaggio. L’entourage del giocatore, guidato dal padre Milos, ha mostrato apertura a un prolungamento breve con uno stipendio ridotto rispetto ai 12 milioni attuali. La proposta è chiara. Si parla di circa 7 milioni annui, una cifra in linea con quella percepita da Kenan Yildiz. La vera frattura emerge sulle richieste accessorie: premio alla firma e commissioni. Su questi punti, le posizioni sono distanti e la Juventus ha fatto sapere di non essere disposta a ulteriori concessioni, quasi un ultimatum per chiudere la partita. Il dialogo è fermo. Il gol segnato contro il Verona, il primo dopo l’ultima rete in Champions League contro lo Sporting Lisbona, non ha sbloccato la situazione. La palla passa ora al clan Vlahovic.




