Un cerchio che si chiude contro il Verona. Per Dusan Vlahovic la sfida con gli scaligeri non è mai una partita come le altre, perché proprio contro di loro iniziò la sua avventura in bianconero nel febbraio 2022. Un debutto da predestinato. Tredici minuti per trovare il primo goal con la nuova maglia, su assist di Paulo Dybala, in una fredda serata torinese. Oggi, quello stesso avversario potrebbe rappresentare uno degli ultimi atti della sua storia con la Juventus, in un percorso caratterizzato da alti e bassi.
L’investimento e l’addio di Dybala
La Juventus investì oltre 90 milioni di euro, tra cartellino e oneri accessori, per strapparlo alla Fiorentina. Un’operazione che cambiò gli equilibri tecnici e strategici del club, come spiegò l’allora dirigente Maurizio Arrivabene. L’arrivo di Dusan modificò l’assetto della squadra, portando alla decisione di non rinnovare il contratto di Dybala, che non era più considerato centrale nel progetto. Una scelta netta. Il serbo, dal canto suo, prese la maglia numero 7, lasciata libera da Cristiano Ronaldo, dimostrando subito personalità.
Tra lampi e un futuro da scrivere
Il suo impatto fu immediato anche in Europa. Contro il Villarreal, al debutto in Champions League, segnò dopo una manciata di secondi, diventando l’esordiente più veloce di sempre a trovare il goal nella competizione. Eppure, il suo rendimento è stato altalenante. Alle prodezze si sono alternate pause e momenti difficili, con un bottino di trofei inferiore alle aspettative iniziali della società e dei tifosi. La partita con il Verona, quindi, non è solo un incrocio del destino, ma un’occasione per capire quale sarà il capitolo finale della sua storia a Torino.




