La Juventus era la squadra che aveva più da perdere. Beppe Bergomi, dagli studi di Sky Sport, ha inquadrato così la prestazione dei bianconeri nel confronto diretto contro il Milan. Secondo l’ex difensore, la squadra ha messo in campo un atteggiamento attendista, dettato dalla posta in palio. Un approccio che Bergomi ha definito “parsimonioso“.
Una squadra bloccata e senza rotazioni
L’analisi tattica si è concentrata su un gioco bianconero privo dei soliti meccanismi. “Io mi aspettavo questo tipo di partita“, ha spiegato Bergomi. La Juventus non ha mostrato le rotazioni a cui aveva abituato, giocando con il freno a mano tirato. Un esempio concreto è stato Weston McKennie, che “è rimasto sempre bloccato“, senza mai spingere per creare superiorità numerica. Una scelta conservativa per una squadra che sentiva il peso del risultato.
Conceição, l’unica vera minaccia
Se la manovra collettiva è apparsa contenuta, le iniziative individuali hanno creato qualche grattacapo alla difesa del Milan. Su tutti, Francisco Conceição. “Per me è sempre un giocatore pericoloso“, ha affermato Bergomi. L’esterno portoghese è stato l’uomo che ha impegnato maggiormente la retroguardia avversaria, mettendo in difficoltà il suo marcatore diretto, Bartesaghi. Il duello in uno contro uno ha visto il difensore rossonero andare in affanno, rimediando anche un’ammonizione. “È stato quello che ha impegnato maggiormente la difesa del Milan“, ha concluso Bergomi.




