Un febbraio nero, da 21 gol subiti in 29 giorni. La difesa della Juventus era crollata sotto il peso di un calendario fitto, perdendo ogni certezza. Ma la squadra di Luciano Spalletti ha saputo rialzare la testa e quel periodo difficile è ormai alle spalle, grazie a una nuova organizzazione e al pieno recupero dei suoi uomini chiave.
Bremer, il leader ritrovato
Il protagonista della risalita è Gleison Bremer. Fermo da fine settembre a metà dicembre per un problema al menisco, il difensore brasiliano ha avuto bisogno di tempo per tornare al top. Dopo aver sofferto gli impegni ravvicinati di febbraio, ha ritrovato la forma migliore, tanto da guadagnarsi la convocazione con il Brasile e segnare il suo primo gol con la Seleção. Quando lui è al centro della difesa, tutta la squadra gioca con più sicurezza. A dare una mano è stato anche un calendario meno fitto, che ha permesso a Spalletti di lavorare con più calma sulla tattica e sulla gestione delle energie.
Nuovi equilibri e solidità
Ma non c’è solo Bremer. Accanto a lui è cresciuto Lloyd Kelly: arrivato a gennaio 2025, l’inglese sembra un altro giocatore rispetto alle incertezze iniziali. La sua affidabilità, insieme alla duttilità di Pierre Kalulu, è una delle chiavi che permette a Spalletti di variare sistema, passando dalla difesa a tre a quella a quattro senza perdere solidità. Con un reparto così blindato, tutta la squadra ne beneficia: il filtro di Manuel Locatelli a centrocampo è più efficace e un giocatore come Andrea Cambiaso può dedicarsi con più continuità alla fase offensiva. I mattoni sono tornati al loro posto e il muro bianconero, dopo le crepe di febbraio, è di nuovo solido.




