Leonardo Bonucci ripercorre i momenti più importanti della sua carriera e guarda al futuro da allenatore. L’ex capitano della Juventus e della Nazionale è intervenuto all’inaugurazione della 96ª Fiera del tartufo bianco d’Alba, raccontando le emozioni vissute da calciatore e le prime esperienze nello staff tecnico, oggi al fianco di Roberto Mancini.
Il trionfo di Wembley resta indimenticabile
Bonucci ha indicato la vittoria dell’Europeo del 2020 come il ricordo più bello della sua carriera, sottolineando il valore del gruppo e di un successo arrivato senza partire da favoriti.
«Ho vissuto una vita in un gruppo e vincere di squadra ti regala emozioni uniche. Il momento più bello della mia carriera è l’Europeo 2020: non eravamo favoriti, ma abbiamo vinto».
La nuova vita in panchina accanto a Mancini
Dopo le prime esperienze al fianco di Gennaro Gattuso, Bonucci sta proseguendo il proprio percorso da collaboratore tecnico nello staff di Roberto Mancini. Il passaggio dal campo alla panchina richiede tempo, ma l’ex difensore sta trovando soddisfazione nel nuovo ruolo.
«Non è facile passare dal ruolo di giocatore a quello di tecnico, ma piano piano ci sto riuscendo… E comunque mi diverto ad allenare».
L’umiltà come lezione per il futuro
Nel suo intervento, Bonucci ha richiamato anche l’importanza dell’umiltà, citando una frase pronunciata da Gianluca Vialli e ricordata in occasione del premio dedicato all’ex attaccante.
«Pochi giorni fa ero al premio Vialli e ricordo la frase che disse a un suo compagno: “Nella bocca del campione c’è tanta umiltà, nella bocca del mediocre c’è la presunzione”».




