Un sogno che parte da lontano. Quello di Emil Holm, che da bambino indossava la maglia della Juventus mentre imparava ad andare in bicicletta. “Ogni estate, ogni volta che potevo indossare questa maglia, la indossavo“, ha raccontato il giocatore a Radio Tv Serie A. Per lui è un cerchio che si chiude. “Per me, è come un sogno che si avvera essere finalmente qui“. Il destino lo ha poi messo di fronte proprio ai colori bianconeri nel suo esordio da titolare in Serie A, con la maglia dello Spezia all’Allianz Stadium. Un momento che non dimentica. “Ero un po’ nervoso. L’atmosfera era pazzesca. È un ricordo speciale per me“.
Da Ibrahimovic a Spalletti: i modelli di Holm
La crescita del terzino svedese ha un punto di riferimento preciso. Un solo idolo. “Il mio unico idolo quando ero bambino è Zlatan”. Da Ibrahimovic, Holm ha assorbito soprattutto la forza mentale: “Quando nessuno crede in te, tu devi sempre credere in te stesso“. L’emozione del primo incontro è ancora viva. “Ero rosso in faccia e tremavo come una foglia“. Un percorso formativo che è proseguito con gli allenatori avuti in Italia. Da Gasperini, definito esigente, ha imparato a dare sempre il massimo. Con Italiano ha lavorato sulla precisione, descrivendolo come un “perfezionista”. Ora, sotto la guida di Luciano Spalletti, le direttive sono chiare: “Aiutare la squadra e cercare sempre, quando si conquista la palla, di andare avanti direttamente, non di giocare all’indietro“.
L’esultanza dell’alce
Resta un dettaglio che i tifosi attendono di vedere. La sua esultanza. Holm ha svelato l’origine del suo gesto caratteristico, che non ha ancora avuto modo di mostrare con la nuova maglia. “Non è una renna, in realtà. È un alce. È l’animale svedese“. Tutto nasce da un suo allenatore giovanile, quando a 15 anni fu spostato da difensore centrale a esterno. “Ha detto: ‘stai correndo come un alce’. È da quei tempi che faccio sempre questa esultanza”.




