I numeri raccontano una storia precisa. Come riportato da Gazzetta, con 53,3 chilometri percorsi nelle prime cinque partite di Serie A, Kolo Muani si posiziona come il quarto giocatore della Juventus per distanza coperta. Davanti a lui solo Kalulu, Bremer e Douglas Luiz. Un dato che, per un attaccante, descrive un profilo atipico, fondato su una partecipazione costante alla manovra e un intenso lavoro senza palla, elementi che hanno convinto Luciano Spalletti a dargli fiducia.
Il sacrificio come marchio di fabbrica
La sua dedizione alla squadra è emersa con chiarezza durante la partita contro l’Atalanta. In quell’occasione, l’attaccante francese non solo ha continuato a giocare nonostante un problema al dito della mano, che ha richiesto un’operazione chirurgica nelle 24 ore successive, ma si è reso protagonista di un salvataggio sulla linea di porta, negando un gol agli avversari. Un centravanti che salva una rete nella propria area rappresenta l’immagine perfetta del suo attuale contributo: fondamentale per gli equilibri della squadra, ma ancora lontano dalla sua funzione primaria, segnare.
Le qualità per Spalletti e il nodo del gol
Il tecnico vede in lui caratteristiche uniche nella rosa bianconera. La sua capacità di attaccare la profondità, la velocità e la disponibilità a pressare costantemente la difesa avversaria sono le doti che Spalletti ricerca. Il paragone con Victor Osimhen, valorizzato dall’allenatore ai tempi del Napoli, serve a inquadrare il potenziale, pur con le dovute differenze tecniche. Kolo Muani non è Osimhen, ma può offrire alla squadra quella capacità di allungare le difese. Per completare il suo percorso, però, deve ritrovare la via della rete.




