L’attacco della Juventus si è fermato a maggio, affidandosi a un solo uomo. Dusan Vlahovic è stato l’unico giocatore bianconero a trovare la via della rete nell’ultimo mese di campionato. Un dato che fotografa il crollo della squadra, costato la qualificazione alla Champions League. I risultati deludenti contro il Verona già retrocesso e la Fiorentina hanno segnato il destino del club.
I gol del serbo non bastano a mascherare il calo
Il centravanti serbo ha fatto la sua parte. Ha segnato nel pareggio con il Verona, ha deciso la trasferta di Lecce e ha firmato una doppietta nel derby contro il Torino. Quattro reti che testimoniano la sua condizione personale.
Questa performance individuale, però, mette in luce un problema collettivo. Nessun altro compagno di squadra è riuscito a contribuire al tabellino, evidenziando una difficoltà generale nel creare occasioni e chiudere le partite. Il sesto posto finale è la diretta conseguenza di un mese in cui sarebbe bastato un rendimento nella norma per centrare l’obiettivo europeo principale.




