John Elkann interviene per tracciare la rotta della Juventus del futuro. Dopo una stagione deludente, l’amministratore delegato di Exor ha in programma un incontro con i dipendenti del club per definire strategie e ruoli, con l’obiettivo primario di sanare le divergenze tra l’allenatore Luciano Spalletti e il dirigente Damien Comolli. La parola d’ordine è compromesso, per evitare di smantellare un altro progetto dopo un solo anno.
Un patto per il bene della Juventus
Le tensioni tra l’area tecnica e l’allenatore, emerse soprattutto durante il mercato di gennaio, hanno creato una freddezza nei rapporti che Elkann intende superare. L’obiettivo è trovare un’unità d’intenti che vada oltre le dichiarazioni di facciata.
A Comolli potrebbe essere chiesto un approccio meno interventista sul mercato e una maggiore propensione al dialogo con l’allenatore, che dal canto suo non ha mai nascosto di voler dire la sua sulle scelte tecniche. A Spalletti, che gode della stima di Elkann, verrebbe richiesta più elasticità sui profili da acquistare, tenendo conto di un budget ridimensionato dall’assenza degli introiti della Champions League. L’invito per entrambi è quello di fare un passo indietro per il bene comune del club.
Chiellini, l’ago della bilancia
In questo scenario si inserisce la figura di Giorgio Chiellini. Il suo ruolo di Director of Football Strategy, inizialmente defilato dall’area tecnica, ha acquisito un peso crescente. È stato determinante nella scelta di puntare su Spalletti, nello sbloccare il rinnovo di Kenan Yildiz e nel sostenere il prolungamento del contratto del tecnico prima ancora del raggiungimento degli obiettivi stagionali. Chiellini rappresenta l’identità juventina all’interno della dirigenza e ora deve essere messo nelle condizioni di supportare efficacemente l’area sportiva, agendo da collante. La missione di Elkann è appena iniziata: costruire una nuova Juventus vincente richiede una struttura coesa e senza più divisioni interne.




