Cesare Prandelli ha analizzato il nuovo corso della Juventus, reduce da un sesto posto in campionato a La Gazzetta. Secondo l’ex commissario tecnico, l’elemento di svolta risiede nel diretto coinvolgimento di Luciano Spalletti nelle strategie di mercato, un fattore che garantisce coerenza al progetto tecnico. Sebbene la squadra necessiti di tempo per sviluppare i giusti automatismi, la direzione intrapresa con acquisti mirati è considerata una base solida per il futuro.
Lucumí e Vicario, innesti funzionali al progetto
L’analisi di Prandelli si concentra su due nuovi arrivi, Jhon Lucumí e Guglielmo Vicario, visti come la manifestazione concreta della nuova filosofia. L’acquisto del difensore colombiano, per una cifra vicina ai 20 milioni di euro nonostante il contratto in scadenza, è emblematico. Prandelli, che lo segue dai tempi di Bologna, lo definisce una garanzia. Le sue caratteristiche, come l’aggressività nell’uno contro uno e la velocità nel coprire il campo, lo rendono il partner ideale per Bremer. La sua presenza permette a Spalletti di alzare il baricentro e adottare un pressing più coraggioso, modificando l’assetto difensivo dell’intera squadra. Allo stesso modo, l’arrivo di Vicario dal Tottenham risponde all’esigenza di risolvere le incertezze tra i pali mostrate nella scorsa stagione. Sebbene Perin possa iniziare la stagione da titolare, le gerarchie a medio termine indicano Vicario come il punto di riferimento designato per dare sicurezza al reparto e qualità alla costruzione dal basso.
Spalletti come garanzia di crescita
Al di là dei singoli, per Prandelli è proprio la figura di Luciano Spalletti a rappresentare il principale valore aggiunto della Juventus. La sua profonda conoscenza del campionato italiano e la sua abilità nel valorizzare i giocatori a disposizione sono ritenute fondamentali. Il coinvolgimento dell’allenatore nelle scelte di mercato riduce il rischio di acquistare profili non adatti al suo sistema di gioco, un problema del passato. Questa sinergia tra guida tecnica e dirigenza aumenta la coerenza del progetto e pone le basi per una stagione in cui non sono ammessi ulteriori passi falsi. La costruzione di una squadra competitiva richiederà tempo, ma la presenza di Spalletti al timone è vista come la migliore garanzia per il percorso di ricostruzione bianconero.




