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Il ds del Rennes Désiré, doppia sfida alla Juventus: «A Torino non è mai facile». E sul calcio italiano…

Il direttore sportivo del Rennes, Loic Desiré, presenta la sfida europea contro la Juventus. Nonostante la difficoltà di giocare a Torino, la squadra francese arriva con determinazione per un risultato positivo.

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Il Rennes arriva alla sfida contro la Juventus con ambizione e la volontà di ritagliarsi uno spazio importante anche in Europa League. Il club francese, di proprietà del miliardario del lusso François Pinault, punta da anni sulla crescita dei giovani e su un calcio propositivo, costruendo gran parte del proprio progetto attraverso una delle accademie più rinomate del panorama francese.

A raccontare la filosofia della società è Loïc Désiré, direttore sportivo del Rennes, che guarda con attenzione anche al campionato italiano. Alla vigilia della trasferta di Torino, il dirigente non nasconde il rispetto per i bianconeri, pur confermando le ambizioni della sua squadra: «Non so se sia il momento migliore per affrontare la Juve, perché al di là di tutto una trasferta a Torino non è mai facile. La Juventus rimane una grande squadra, ma ci presentiamo con ambizione e determinati a fare un risultato positivo».

Désiré: «In Italia manca forse il coraggio di puntare sui giovani»

Il direttore sportivo francese riconosce diverse similitudini tra Ligue 1 e Serie A, pur sottolineando alcune differenze nell’approccio al gioco. «Serie A e Ligue 1 sono molto vicine, come livello, ma con caratteristiche diverse. Da noi il calcio è più fisico e c’è un approccio più aggressivo e vario nel gioco, rispetto all’Italia, che è tatticamente più uniforme. Ma rimane una terra di grande calcio, con grandi club che hanno scritto la storia, anche con molti francesi, in particolare alla Juventus».

Désiré apprezza anche il lavoro svolto da alcuni dirigenti italiani, citando Giovanni Sartori per i risultati ottenuti prima all’Atalanta e poi al Bologna, attraverso la costruzione di squadre competitive con un mix di giovani ed elementi esperti.

Sulla situazione del calcio italiano, il dirigente mantiene invece una posizione prudente, pur individuando un possibile limite nella gestione dei talenti. «Non conosco bene le problematiche, ma ho l’impressione che il talento non manchi. Forse manca il coraggio di puntare sui giovani come invece si fa più facilmente da noi».

Un tema che si lega direttamente ai risultati della nazionale francese, nella quale, secondo Désiré, il lavoro svolto dal Rennes ha lasciato un’impronta significativa. Il dirigente sottolinea l’importanza di una metodologia condivisa, di un’organizzazione piramidale e di un programma federale dedicato allo sviluppo dei giovani.

L’accademia del Rennes e la strada verso la prima squadra

Il settore giovanile è uno dei pilastri del progetto del club bretone. «Da 20-25 anni abbiamo puntato molto sull’accademia. Abbiamo una quindicina di osservatori che lavorano su tutto il territorio nazionale. Cerchiamo di tesserare innanzitutto i migliori ragazzi di Rennes, della regione e poi di tutta la Francia», spiega Désiré.

L’attenzione non riguarda soltanto i calciatori, ma anche la formazione degli allenatori, molti dei quali hanno poi raggiunto il massimo campionato francese. L’obiettivo è mantenere una linea comune tra settore giovanile e prima squadra, sia sul piano tecnico sia per quanto riguarda l’intelligenza di gioco.

Per questo motivo, a Rennes il passaggio dei giovani in prima squadra non è considerato un’eccezione, ma una parte integrante della strategia societaria. «Non è solo una questione di coraggio, ma di filosofia, come fa per esempio l’Ajax, per cui ho lavorato per una dozzina di anni: loro compravano dei giocatori solo quando non c’erano profili utili nelle giovanili. A Rennes facciamo lo stesso, in funzione anche del livello dei ragazzi che devono essere pronti per farsi spazio».

Désiré cita gli esempi di Jérémy Jacquet e Kader Maité, per i quali sono arrivate offerte importanti da Liverpool e Al Hilal prima del previsto. Il club, intanto, prepara l’inserimento stabile di altri giovani, tra cui Djaoui Cissé, Kilian Bellazoug ed Elias Legendre, senza rinunciare alla ricerca di talenti all’estero.

Il mercato italiano osserva i talenti francesi

Il rapporto tra il Rennes e il calcio italiano passa anche dal mercato. Désiré conferma che alcuni club di Serie A seguono con interesse i giocatori francesi, mentre sul nome di Lepaul, accostato in passato al Como, precisa: «Ci sono stati approcci ma non offerte».

Il dirigente riconosce inoltre la struttura dello scouting di società come il Napoli e sottolinea l’attività del Lecce sul mercato della Ligue 2. Non sorprende, quindi, la presenza di numerosi calciatori francesi nel campionato italiano, sia nelle grandi squadre sia nelle realtà di dimensioni più contenute.

Europa League, il Rennes vuole arrivare lontano

Il progetto del Rennes non si limita alla crescita dei giovani o alla Ligue 1. La società punta a competere anche in Europa, senza stabilire una priorità assoluta tra gli obiettivi nazionali e internazionali.

«Al di là della concorrenza, è positivo che ci siano le ricche famiglie francesi che investono nel nostro calcio, soprattutto in un periodo di crisi dei diritti tv. A Rennes non c’è una priorità. Abbiamo costruito una squadra per fare bene e andare il più avanti possibile anche in Europa», conclude Désiré.

La sfida contro la Juventus rappresenta dunque un banco di prova importante per una squadra che vuole misurare le proprie ambizioni anche fuori dai confini francesi. Il rispetto per i bianconeri è evidente, ma il Rennes si presenta a Torino con l’intenzione di giocarsi le proprie possibilità e confermare il valore del progetto costruito in Bretagna.