La Juventus evita la sconfitta contro il Rennes, ma non riesce ancora a convincere pienamente. All’Allianz Stadium finisce 2-2 al termine di una partita ricca di episodi, nella quale i bianconeri passano in vantaggio, subiscono la rimonta francese e trovano il pareggio nella ripresa grazie al rigore trasformato da Nick Woltemade. Proprio il tedesco è la nota più positiva della serata: oltre al gol, mette in mostra qualità tecniche e capacità di collegare il gioco che potrebbero rappresentare una risorsa importante per Luciano Spalletti.
Il risultato lascia comunque qualche rimpianto. La squadra parte bene, ma non riesce a mantenere il controllo della partita e continua ad alternare momenti incoraggianti a fasi di evidente difficoltà. La reazione del secondo tempo evita un’altra sconfitta, senza però cancellare i problemi di continuità e solidità.
Celik apre, il Rennes rimonta prima dell’intervallo
L’avvio della Juventus è positivo e dopo appena sette minuti arriva il vantaggio. Woltemade riceve sulla trequarti e inventa l’imbucata per l’inserimento di Celik, che si presenta davanti a Samba e lo supera per l’1-0. Un’azione che mette subito in evidenza l’intesa tra i due e la capacità del tedesco di creare occasioni anche lontano dall’area.
La reazione del Rennes, però, è immediata. Al quarto d’ora Nagida serve Reynolds, il cui appoggio libera Al-Taamari: l’attaccante anticipa la difesa bianconera e batte Vicario da pochi passi, ristabilendo la parità.
La Juventus prova a riportarsi avanti con McKennie, protagonista di una doppia occasione: prima Samba respinge una conclusione ravvicinata dello statunitense, poi il palo gli nega il gol sulla ribattuta. Anche gli ospiti si rendono pericolosi con Nagida, fermato da Vicario.
L’episodio decisivo prima dell’intervallo arriva sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Douglas Luiz intercetta con il braccio una conclusione avversaria e l’arbitro assegna il calcio di rigore al Rennes. Dal dischetto Boulaye Dia non sbaglia e completa la rimonta francese, mandando la Juventus negli spogliatoi in svantaggio.
Woltemade cambia il volto dell’attacco bianconero
La ripresa si apre con una Juventus ancora poco ordinata, soprattutto nella gestione del pallone e nelle coperture difensive. Al-Taamari continua a creare problemi, prima aggirando Vicario senza riuscire a concludere e poi impegnando il portiere con un sinistro dall’interno dell’area.
A rimettere in carreggiata i bianconeri è ancora un episodio in area di rigore. Il tocco di mano di Reynolds porta al secondo penalty della serata, questa volta a favore della Juventus. Woltemade si incarica della battuta e supera Samba con una conclusione centrale, firmando il 2-2 e raggiungendo quota tre reti in questa edizione dell’Europa League.
Il gol restituisce fiducia alla squadra di Spalletti, che aumenta la pressione e cerca il sorpasso. Il tedesco va vicino alla doppietta con due colpi di testa, prima su un cross di Nico Gonzalez e poi su un traversone di McKennie, ma in entrambe le circostanze trova una deviazione della difesa francese.
Nel finale la Juventus prova a completare la rimonta, senza però trovare la precisione necessaria negli ultimi metri. Anche Kolo Muani spreca una ripartenza promettente, sbagliando il passaggio decisivo in una situazione che avrebbe potuto creare una pericolosa superiorità offensiva.
All’89’ arriva l’episodio più discusso: Lucumì trova la rete del possibile 3-2, ma l’arbitro annulla per fuorigioco dopo il controllo al monitor. La decisione lascia molti dubbi, perché il tocco di Mayenda nel tentativo di allontanare il pallone potrebbe configurare una giocata in grado di rimettere in gioco il difensore. La Juventus vede così sfumare la possibilità di completare la rimonta.
Un pareggio che non cancella i dubbi
Il 2-2 contro il Rennes lascia alla Juventus un punto e qualche segnale incoraggiante, soprattutto sul piano offensivo. La prestazione di Woltemade e la reazione nella ripresa dimostrano che la squadra possiede risorse per costruire occasioni e rimettere in discussione una partita complicata.
Restano però le difficoltà nel gestire i momenti delicati, la fragilità difensiva e l’incapacità di mantenere un rendimento costante per tutti i novanta minuti. Il buon avvio non è bastato a indirizzare l’incontro, mentre la rimonta non si è trasformata in una vittoria.
Spalletti può ripartire dalle indicazioni positive offerte dal nuovo assetto offensivo e dalla crescita dell’intesa tra Woltemade e Kolo Muani. Per convincere davvero, però, la Juventus dovrà trasformare questi segnali in continuità: il pareggio evita un’altra battuta d’arresto, ma non risolve i problemi di una squadra ancora alla ricerca della propria identità.




