La Juventus crea ma non concretizza. Questo è il paradosso dell’attacco a disposizione di Luciano Spalletti, una macchina offensiva che produce occasioni senza però trovare la via del gol con continuità. Manca il cinismo. Secondo l’analisi di Massimo Pavan, il problema non risiede nei numeri della produzione, ma nell’efficacia al momento decisivo. La sfida contro il Bologna diventa un esame.
Un’efficacia a intermittenza
La stagione bianconera lo dimostra. La squadra è stata capace di essere più cinica dell’avversario solo in poche occasioni, come nella partita contro l’Atalanta, ma questo non è stato lo standard. Troppo spesso il possesso palla e le azioni offensive non si traducono in punti. Si tratta di una questione di precisione nell’ultimo passaggio e di freddezza sotto porta, elementi su cui Spalletti dovrà lavorare con un reparto che sulla carta non ha eguali. Serve una svolta.
Vlahovic, Openda, David: perché non si segna?
Il parco attaccanti è di primo livello. La questione sembra risiedere nella capacità del collettivo di finalizzare l’azione, un meccanismo che a volte si inceppa proprio sul più bello. Contro il Bologna, i tifosi si aspettano una sola risposta: il gol.




