Rosucci, 200 presenze con la Juve Women: "Un sogno che dedico a mia nonna"
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Rosucci, 200 presenze con la Juve Women: “Un sogno che dedico a mia nonna”

Martina Rosucci celebra le 200 presenze con la Juventus Women. Un traguardo ricco di emozioni, segnato da infortuni e successi, con una dedica speciale alla nonna scomparsa di recente.

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Martina Rosucci ha raggiunto il traguardo delle 200 presenze con la maglia della Juventus Women. La centrocampista ha celebrato questo numero nella partita vinta contro la Fiorentina, diventando la quinta giocatrice nella storia del club a riuscirci dopo Barbara Bonansea, Cristiana Girelli, Arianna Caruso e Lisa Boattin.

“Un sogno lungo dieci anni”

La calciatrice, in bianconero fin dalla fondazione della squadra nel 2017, ha raccontato il suo percorso. “Dentro queste 200 presenze ci sono dieci anni, due infortuni al crociato e soprattutto tante persone che sono entrate a far parte della mia vita e che ne faranno parte per sempre“, ha spiegato Rosucci. Per lei, la Juventus continua a rappresentare un sogno e l’amore per il suo lavoro quotidiano.

La vittoria e la dedica speciale

Il successo contro la Fiorentina è arrivato dopo tre sconfitte, un risultato che ha restituito morale al gruppo. “Ci tenevo tanto a questa partita, perché dopo tre sconfitte era importante tornare a vincere“, ha affermato la centrocampista, sottolineando la capacità della squadra di soffrire nel secondo tempo, un segnale di crescita mentale. La serata ha avuto anche un significato personale profondo.

Rosucci ha dedicato il traguardo delle 200 presenze alla nonna Tiziana, scomparsa pochi giorni prima della partita. “Avrei voluto dedicarle anche un gol“, ha confidato, unendo l’emozione del momento sportivo a un ricordo intimo e commovente.

Il ricordo del primo scudetto

Tra i tanti momenti vissuti in bianconero, la giocatrice ha scelto il primo scudetto come il più speciale. Lo ha definito un ricordo “puro, fatto di amore, felicità e divertimento“, vissuto in un clima di inconsapevolezza insieme alle compagne con cui aveva iniziato il progetto. Un momento che, nonostante i successi successivi, rimane unico.