Gleison Bremer ripercorre la sua evoluzione, un percorso che lo ha trasformato da promessa brasiliana a pilastro difensivo della Juventus. Intervenuto al podcast Futebol do Mundo, il centrale ha analizzato come l’approdo in Italia abbia ridefinito il suo modo di giocare, forgiando il professionista di oggi. Un racconto che parte dalla tattica, passa per i consigli dei grandi campioni e arriva alla sfida con il Torino, una partita che per lui ha un sapore particolare.
La Serie A come università della difesa
L’impatto con il calcio italiano è stato un punto di svolta per Bremer. Il difensore ha spiegato la differenza di approccio rispetto al suo paese d’origine. “Quando sono arrivato in Italia ho capito subito che il modo di interpretare il ruolo era completamente diverso rispetto al Brasile“, ha raccontato. Mentre in Brasile si privilegia la tecnica individuale, “in Italia impari davvero a difendere“.
Un’esperienza formativa iniziata al Torino e consolidata alla Juventus, con figure chiave nel suo sviluppo. “Allenatori come Mazzarri mi hanno insegnato dettagli fondamentali: la postura del corpo, le marcature, l’attenzione ai movimenti degli attaccanti. Sono aspetti che hanno costruito il difensore che sono oggi“.
Sulle orme dei maestri: da Bonucci a Chiellini
La tradizione difensiva italiana è stata una fonte di ispirazione. Bremer ha citato campioni come Maldini e Cannavaro, ma ha sottolineato l’importanza del confronto diretto con due icone bianconere. “L’Italia è una scuola tattica unica”, ha affermato, menzionando il legame con Leonardo Bonucci e Giorgio Chiellini. “Con Bonucci parlavamo spesso e mi dava tanti suggerimenti”, ha rivelato, definendo la difesa composta da Barzagli, Bonucci, Chiellini e Buffon “una delle migliori di sempre”. Anche il rapporto con l’ex capitano prosegue: “Anche Giorgio, nonostante non abbiamo giocato insieme, è sempre disponibile quando gli scrivo”.
La crescita attraverso le difficoltà
La maturità di Bremer non è solo tattica, ma anche mentale, costruita superando momenti complessi come gli infortuni. Il timore di perdere la convocazione per il Mondiale dopo un secondo stop lo ha spinto a un cambio di mentalità. “Dopo un crociato è normale avere difficoltà muscolari ed era proprio questa la mia più grande preoccupazione“, ha confidato.
Per questo ha deciso di non lasciare nulla al caso: “Oltre al lavoro con il club, ho scelto di farmi seguire anche da un preparatore personale“. Una scelta che ha dato i suoi frutti. “Ho imparato quanto siano importanti il riposo, l’alimentazione e la prevenzione. Oggi sto raccogliendo i risultati di tutti questi sacrifici“. Questa consapevolezza alimenta anche le sue ambizioni con la nazionale: “Il nostro obiettivo è chiaro: andare al Mondiale per vincere“.
Obiettivo derby: “Fare il nostro dovere”
Con il suo passato in maglia granata, Bremer sa bene cosa rappresenti il Derby della Mole. “Sarà sicuramente una sfida complicata. Ho giocato nel Torino e conosco bene il valore che questo derby ha per loro“, ha ammesso. La sua fiducia nella Juventus, però, è totale. Il difensore brasiliano ha le idee chiare sull’approccio alla partita. “Ho fiducia nella squadra e sono convinto che potremo fare una grande partita. Io sarò vicino ai compagni per sostenerli: dobbiamo fare il nostro dovere e vincere“.




