La Juventus “ha perso il suo dna”. L’accusa arriva da Fabio Capello in un’intervista alla Gazzetta dello Sport. L’ex allenatore ha analizzato le difficoltà della squadra di Luciano Spalletti, evidenziando una perdita di mentalità vincente.
Il dna smarrito
Secondo Capello, il problema della squadra risiede nell’atteggiamento. “Prima di tutto va ritrovato il dna Juve, che si è perso. Fame, grinta, cattiveria, il risultato ad ogni costo“, ha spiegato l’ex tecnico. “Non si vede più lo spirito che ha sempre contraddistinto questo grande club“. A mancare non è solo il gioco, ma quella mentalità per cui “vincere è l’unica cosa che conta“.
Spalletti e la pressione di Conte
Nella sfida contro il Napoli, la pressione maggiore è su Spalletti, soprattutto dopo la “brutta sconfitta di Marassi” citata da Capello. L’ex tecnico fa notare che l’allenatore è alla Juventus da un anno e ha partecipato alla programmazione estiva, a differenza di Allegri, arrivato da pochi mesi a Napoli. “Luciano lavora alla Juventus da un anno esatto, in estate ha concordato il mercato con i dirigenti e per questo me lo sarei immaginato meno in difficoltà“.
Su Spalletti peserebbe anche l’ombra di Antonio Conte. “È più pesante per Luciano, che è alla Juventus da un anno…“, ha commentato Capello, indicando una situazione più complessa per l’attuale allenatore bianconero.
L’attacco e l’assenza di Yildiz
L’infortunio di Kenan Yildiz ha evidenziato i problemi della squadra. “La sensazione è che con l’infortunio di Yildiz siano emersi i problemi che prima erano nascosti dalla qualità del dieci“, ha detto Capello. Secondo l’ex tecnico, senza la fantasia del giocatore turco “non c’è gioco, non c’è spirito“. La manovra offensiva è in difficoltà.
Per l’attacco, Capello ha suggerito una soluzione tattica. Randal Kolo Muani potrebbe rendere meglio con un partner al suo fianco. “Kolo Muani mi sembra più a suo agio con Woltemade accanto“. L’ex tecnico ha però escluso paragoni importanti per quest’ultimo, in particolare con Zlatan Ibrahimovic: “Woltemade non mi pare nemmeno parente del giovane Ibrahimovic“.
Mercato e mentalità
Secondo Capello, per ritrovare la mentalità vincente la soluzione passa anche dal mercato. Servono giocatori con caratteristiche precise: “Comprando giocatori da Juve, inserendo qualche italiano dal vivaio“. Per vestire la maglia bianconera, spiega, non basta la tecnica ma occorrono personalità e carattere, perché club come la Juventus “non sono per tutti“.




