Un dato numerico fotografa le difficoltà della Juventus: la media punti di Luciano Spalletti è di 1,78 a partita. Una cifra che, dopo cinquanta panchine, risulta inferiore a quella del suo predecessore Thiago Motta, fermo a 1,79. La sconfitta per 2-0 subita a Marassi contro il Genoa ha acuito una crisi che va oltre il singolo risultato.
Il confronto con il passato
Il rendimento del tecnico attuale è solo marginalmente superiore a quello di Igor Tudor, che si era attestato a 1,76 punti di media. Sebbene le differenze siano minime, il dato assume un peso specifico, come riportato dalla Gazzetta. La società aveva affidato a Spalletti il compito di imprimere una svolta, ma i risultati non mostrano ancora un’inversione di tendenza netta.
La società attende risposte
La situazione impone una riflessione ai vertici del club, in particolare a John Elkann, che ha sempre riposto fiducia nel tecnico. I risultati, tuttavia, faticano a sostenere questo rapporto. Non si parla di un cambio immediato in panchina, ma la dirigenza si aspetta risposte chiare sulle cause della crisi. La società deve valutare se l’allenatore abbia ancora il controllo della situazione e se la rosa, pur condizionata dagli infortuni, sia adeguata al progetto tecnico. Le assenze sono un fattore, ma non possono essere l’unica giustificazione per prestazioni così deludenti.
Tre partite che valgono una stagione
Napoli, AZ e Fiorentina: tre match che valgono una stagione. Queste sono gli avversari che dovrà affrontare la Juventus prima della sosta per le Nazionali, un trittico di partite in cui non sono ammessi passi falsi. Luciano Spalletti è pienamente consapevole che si giocherà la panchina in questa settimana, o come dice lui il suo finale di carriera.




