Luciano Spalletti ha affrontato l’emergenza infortuni, in particolare l’assenza di Kenan Yildiz, affidando a Kerim Alajbegović una maglia da titolare contro il Milan. Schierato sulla trequarti a sinistra, il giovane ha risposto alla fiducia con una prestazione di carattere, dimostrando di non temere il palcoscenico dello Stadium. La sua prova, pur senza lo spunto decisivo, ha fornito indicazioni positive per il futuro della Juventus.
Coraggio e personalità contro il Milan
Fin dai primi minuti, Alajbegović ha giocato con naturalezza. Ha cercato il pallone e puntato l’avversario, assumendosi la responsabilità della prima conclusione della Juventus verso la porta. Il tiro è terminato alto, ma l’iniziativa ha mostrato la sua volontà di incidere e non limitarsi a un ruolo di comparsa. Nonostante la pressione di un appuntamento di alto livello, il giocatore non si è mostrato intimorito, cercando di offrire qualità tra le linee e dimostrando una buona comprensione degli spazi di gioco.
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L’asse con Çelik e il contributo tattico
La sua prestazione è stata efficace soprattutto nel primo tempo, quando ha costruito una solida intesa con Çelik sulla fascia sinistra. I due si sono cercati con continuità, alternando movimenti che hanno permesso alla Juventus di sviluppare la manovra. Quando Alajbegović si accentrava, liberava la corsia per le sovrapposizioni del terzino; quando restava largo, offriva una soluzione di passaggio semplice. Ha inoltre mostrato disponibilità in fase di non possesso, seguendo le indicazioni dell’allenatore nel ripiegare per aiutare la difesa, sebbene con alcuni movimenti ancora da perfezionare.
Margini di crescita e gestione delle energie
Nella ripresa, la sua prestazione ha subito un calo fisiologico. La precisione è diminuita e la partecipazione alla manovra si è fatta meno costante, a causa dello sforzo fisico sostenuto nella prima frazione. Spalletti ha quindi deciso di sostituirlo con Jérémie Boga per inserire forze fresche. L’uscita dal campo non è stata una bocciatura, ma una normale gestione delle energie di un giovane alla sua prima partita dispendiosa da titolare. La sua prova ha confermato che può diventare una risorsa concreta e non soltanto una soluzione d’emergenza.




